Il derby speciale di Ludovico Cestarollo, roveretano contro
Il debutto in serie A1 è stato un po’ come la ciliegina sulla torta di una stagione in crescendo.“Un’emozione forte, intensa”, racconta Ludovico Cestarollo, 17enne talento emergente del tennis trentino, catapultato sul massimo palcoscenico nazionale nel momento più delicato e importante. Dopo l’esordio a Cagliari e il doppio giocato con Galvani alla Baldresca, Ludovico potrebbe trovare un posto da titolare anche in singolare nella sfida cruciale di play-out che opporrà domenica in via Fersina Ata e Rovereto, se, come sembra probabile, Matteo Gotti non riuscirà a recuperare dall’infortunio.
Una bella responsabilità non c’è che dire, soprattutto per un “roveretano” doc che affronta da avversario il circolo della sua città.
“Per ora cerco di non pensarci ma la prospettiva di debuttare in casa restituisce sensazioni davvero speciali. Spero eventualmente di trasformare quelle sensazioni in energia positiva.”
Dall’altra parte della rete ci sarà però un mastino come Thomas Holzer, gran brutto cliente: "Sul veloce della Baldresca non avrei avuto scampo, lì è veramente forte, ma sul play-it dell’Ata, che è una superficie un po’ più lenta, non sarò così svantaggiato. In fondo non avrò nulla da perdere e senza troppe pressioni addosso spero di potermela giocare. Se non alla pari, quasi.”
Che derby sarà quello di ritorno all’Ata?: “Secondo me non sarà troppo diverso da quello d’andata, credo che alla fine potrebbe decidersi al doppio di spareggio. I primi due singolari in ogni caso saranno decisivi per spostare gli equilibri, perché negli altri due siamo favoriti noi.”
La prima volta in A1 immaginiamo sarà difficile da scordare, Cagliari, un panorama di pietre e mare, il sole ancora caldo di metà ottobre, l’ostica terra rossa. Un impatto tutt’altro che semplice.
“Sì è vero, le condizioni ambientali erano effettivamente difficili anche perché si giocava all’aperto. Il mio avversario eradi classifica inferiore, 3.1, ma solo sula carta. Ho fatto una gran fatica a scrollarmi di dosso la tensione, piano piano però sono riuscito a tirar su la partita e a portarla a casa.”
E domenica scorsa dopo l’infortunio di Matteo Gotti in singolare, un’altra occasione importante, il doppio insieme a Stefano Galvani: “Una bella esperienza giocare al fianco di uno come Galvani, che è stato in Coppa Davis e tra i primi cento giocatori del mondo (n.99 nel 2007 n.d.r.). Ho avvertito un po’ di pressione all’inizio, sentivo di dover dare il massimo, poi ho trovato la misura dei colpi e alla fine credo di essermela cavata. Abbiamo perso ma il secondo set è stato molto equilibrato, deciso da poche palle.”
Parliamo adesso della stagione 2013, che voto si darebbe Cestarollo:
“Nel complesso un sette più. In primavera non ho potuto giocare molto per via della scuola, però con l’Ata abbiamo fatto un’ottima serie B. Peccato solo che un infortunio mi abbia bloccato sul più bello. L’estate è stata un pochino travagliata, per via dei problemi al braccio, in agosto però mi sono ripreso e ho chiuso l’anno in crescendo con due prove positive al torneo di Limone e al Master. Non male perché sono arrivato in fondo dopo essere partito senza tante aspettative. C’è stata anche la vittoria nell’Open dell’Argentario, ma va detto che i migliori, Gotti e Serena, si erano ritirati in semifinale.”
Tennis e Studio, Ludovico frequenta il Liceo Scientifico, due realtà non sempre facili da conciliare:
“Come ci riesco? Non lo so nemmeno io, è dura e tempo libero ne ho davvero poco ma questa situazione non mi pesa. Lo faccio volentieri, e adesso cominciano ad arrivare anche le prime soddisfazioni, come giocare in serie A. Stimoli forti per continuare ad allenarti.”
Che giocatore è Ludovico Cestarollo, quali sono i suoi punti di forza e dove può crescere ancora?: “Per caratteristiche sono sicuramente un giocatore da veloce. Quest’anno ho cominciato a esprimermi meglio anche sulla terra rossa ma prediligo in ogni caso il tennis aggressivo, d’attacco. Il mio colpo più efficace resta il diritto. Per rendere al meglio sulle superfici rapide dovrò sicuramente migliorare nella risposta, muovermi di più e imparare a difendere il campo.