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Roveretani protagonisti: Elia Barozzi vince il Rodeo di Merano

Rovereto padrone in Alto Adige. Dopo gli acuti di Simoncelli a Naturno e al Mountain Tennis Trophy di Ortisei, è stato un brillante Elia Barozzi a occupare la scena sui campi di Merano, nel torneo Rodeo Open organizzato dal circolo altoatesino. Il ventitreenne 2.7 del Ct Rovereto è sbarcato in finale con grande autorevolezza, lasciando un solo game al 2.7 brissinese Fabian Hinteregger, quindi ha gestito con grande maturità il match decisivo con il giovane 2.7 del Tc Rungg Juri Postal, classe 2008. Barozzi è partito forte, impugnando subito il timone degli scambi, Postal ha tentato con orgoglio di restare aggrappato alla partita nel secondo set, ma nel momento chiave il roveretano ha azzerato gli errori e mantenuto la lucidità necessaria per incamerare con merito il secondo titolo stagionale, dopo quello nel torneo di Seconda categoria Rodeo maschile organizzato allo Sporteam di Maserà, in provincia di Padova. In quell’occasione Elia, accreditato si era imposto in maniera netta e convincente in finale sul 2.7 ferrarese Mattia Occhiali.

La sliding door: dal calcio agli USA

La vittoria di Merano è solo l'ultimo capitolo di una parabola sportiva tutt’altro che banale. Cresciuto a Lizzana, alle porte di Rovereto, da bambino Barozzi sognava un futuro nel calcio. A fermarlo è stata una rara patologia all’anca – il morbo di Legg-Calvé-Perthes – che lo ha costretto a cambiare strada. Una vera e propria sliding door che lo ha spinto verso la racchetta.
Dopo essersi fatto le ossa tra la sua Rovereto e il Rungg, ha scelto la via degli Stati Uniti. Alla Fairmont State University, in West Virginia, non si è distinto solo in campo, ma ha eccelso anche sui libri: nel 2023 è stato nominato miglior student-athlete NCAA degli USA, spiccando su una platea di oltre 500.000 atleti. Nel cassetto dei ricordi c'è poi un incrocio di lusso, con un certo Jannik Sinner, confidato in una recente intervista: «Premetto che io all’epoca ero probabilmente il terzo miglior giocatore del Trentino, in quanto avevo due della classe 2001 più forti di me, mentre Sinner era il più forte altoatesino: ci capitava spesso di incontrarlo nei tornei. A me è successo una volta e ricordo che già all’epoca rimaneva sempre molto tranquillo mentre noi, quando perdevamo, ci arrabbiavamo. Non mollava mai, era già uno molto quadrato, pur restando comunque un ragazzo semplice che non se la tirava. Vinse lui 6-3, 6-4».

Viertler profeta in patria

Nel tabellone femminile, il colpo grosso porta la firma di Marion Viertler. Sfruttando al massimo il fattore campo, la portacolori del Tc Merano ha conquistato il trofeo mettendo in mostra un tennis solido, vario e aggressivo, perfetto per la terra indoor.
La finale le ha offerto l'occasione d'oro per prendersi la rivincita su Zoe Grace Kägi, che l'aveva battuta recentemente a Naturno. Questa volta non c'è stata storia: un perentorio 4-0, 4-2 che ha chiuso ogni discussione. La diciannovenne svizzera – allenata da Andreas Gerstgrasser (ProTennisSchool di Reutte) e tesserata in Italia per l’ASV Parcines – è scesa in campo limitata da problemi fisici, non riuscendo a esprimere tutto il suo potenziale. Resta, in ogni caso, un prospetto di grande interesse, da seguire con attenzione in ottica circuito ITF e primi punti WTA.
Per Viertler, questo successo è la certificazione di un ottimo momento di forma e ribadisce la sua centralità nel progetto del TC Merano, club di cui è una colonna portante anche nel campionato a squadre di Serie B2.

Risultati

Singolare maschile Open - Semifinali: Postal b. Stuffer 4-0 4-1; Barozzi b. Hinteregger 4-0 4-1 - Finale: Barozzi b. Postal 4-2 5-3.

Singolare femminile Open - Semifinali: Viertler b. L. Mair 4-0 4-0; Kaegi b. Tabarelli 4-2 4-1 - Finale: Viertler b. Kaegi 4-2 4-0.

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