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Deborah Chiesa in Fed Cup: i ricordi di quella prima volta

C’è anche Deborah Chiesa tra le giocatrici convocate dal capitano Tathiana Garbin per la sfida che il 10 e l’11 febbraio metterà di fronte Italia e Spagna sulla terra rossa indoor del PalaTricalle "Sandro Leombroni" di Chieti, confronto valido per il primo turno del World Group II della Fed Cup 2018. Per la 21enne di Trento si tratta dell’esordio assoluto in maglia azzurra, con lei ci saranno anche Sara Errani, Jasmine Paolini e un’altra debuttante, la 17enne marchigiana Elisabetta Cocciaretto, reduce dalla semifinale nel torneo junior degli Australian Open.

QUELLA PRIMA VOLTA – Debby e la Fed Cup, in realtà c’è già stata una prima volta. E che prima volta. Addirittura la finalissima tra l’Italia di Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Sara Errani e Roberta Vinci, e gli Stati Uniti. E’ il 2009, si gioca al Circolo Tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria, e per le nostre finisce in trionfo. Deborah ha tredici anni ed è in Calabria per un raduno della Federazione, si ritrova improvvisamente catapultata in campo a fare da raccattapalle insieme alle altre ragazzine: “Ricordo che eravamo tutte emozionatissime, non ci avevano nemmeno spiegato bene come dovevamo comportarci - racconta la trentina - Ogni tanto ci scappava di battere le mani dopo qualche colpo spettacolare, invece di andare subito a rincorrere le palline. Sergio Palmieri (allora responsabile per l’organizzazione dell’evento n.d.r.) mi chiese se volevo fare anche da portabandiera, risposi subito di sì. Mi toccò quella americana.” C’è una bella foto che la ritrae con lo sguardo rivolto alla grande Mary Joe Fernandez, numero 4 al mondo nel 1990 e capitana della rappresentativa a stelle e strisce. “Mi chiedevo quali sensazioni si provassero nel rappresentare il proprio paese. Ora forse lo scoprirò.”
SOGNO AZZURRO – Questa di certo sarà tutta un’altra storia da raccontare. “Alla maglia azzurra non avevo mai pensato” - rivela Debby – “almeno fino allo scorso novembre, quando ho letto quasi per caso un mail della Federazione che chiedeva una mia eventuale disponibilità a giocare con la nazionale. Ma ho cominciato a crederci solo in Australia, dopo aver conosciuto e parlato con la Garbin che mi ha accennato alla possibilità di una convocazione. Come premio per la mia stagione. E’ qualcosa di pazzesco, un sogno solo qualche mese fa. Sono contentissima.” L’Australia le ha restituito consapevolezza e fiducia: “Mi è rimasta solo una punta di rammarico per l’incontro perso con la tedesca Antonia Lottner (nelle quali degli Australian Open), mi è mancato davvero poco, un punto soltanto, ma credo di aver giocato a un buon livello. Quando sono scesa in campo ad Auckland ero molto tesa, si trattava del primo torneo Wta e mi era toccata una giocatrice di classifica inferiore. Per fortuna sono riuscita a sbloccarmi e le cose poi sono andate meglio. E’ stata un’esperienza molto importante, sicuramente positiva perché mi ha dato la possibilità di confrontarmi con il tennis che conta, di capire cosa mi manca ancora per crescere. C’è ancora tanto da migliorare, a cominciare dal diritto, che deve diventare più solido e incisivo. A certi livelli l’intensità è altissima, ogni punto va giocato con la massima attenzione, ogni calo di tensione si paga a caro prezzo. In Australia ho conosciuto la Errani e la Vinci, ragazze molto disponibili, mi sono allenata con loro e inserita pian piano inserita in quell’ambiente. Adesso non mi sento più un pesce fuor d’acqua. Nell’ultimo torneo di San Pietroburgo ero già molto più a mio agio anche fuori dal campo. E ho capito di non essere troppo distante dalle top 100."
SQUADRA GIOVANE – Nella lista stilata dalla Garbin non figura Camila Giorgi, la nostra giocatrice di miglior classifica, è numero 63 al mondo, in rotta con la Federazione dopo il gran rifiuto della marchigiana, che nell’aprile del 2016 disertò la convocazione in Fed Cup, sempre contro la Spagna. Anabel Medina, che guida la formazione iberica, dovrà rinunciare a sua volta a Garbine Muguruza (numero 4 al mondo), che non è in perfette condizioni fisiche, come ha dimostrato la precoce eliminazione al secondo turno degli Australian Open contro la tennista di Taipei Su Wei Hsieh. In ogni caso le spagnole restano le favorite del confronto, potendo disporre comunque di giocatrici molto affidabili come Carla Suarez Navarro (numero 32 Wta), Laura Arruabarrena (numero 81), e Georgina Garcia Perez (numero 161 del ranking).

Autore
Redazione
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