Deborah Chiesa si confessa su Federtennis: "Una stagione da 9!"

Un salto di quasi trecento posti in classifica mondiale sono un bel biglietto da visita per affacciarsi sulle soglie del tennis che conta. Deborah Chiesa dodici mesi fa di questi tempi era numero 470 nel ranking Wta, dove ha invece chiuso l’anno in 191esima posizione dopo aver messo in bacheca ben tre titoli ITF da 25mila dollari, facendo centro a Torino in giugno e a settembre a Santa Margherita di Pula sulla terra rossa, ma poi anche sul sintetico indoor di Zawada, in Polonia, a metà novembre. Numeri importanti (53 match vinti a fronte di 23 sconfitte) che rendono la giocatrice di Trento quella che ha compiuto i maggior progressi nel 2017.
CHIESA: “STAGIONE DA 9, HA PAGATO LAVORO AL PICCARI TEAM”- “Non solo le statistiche, ma pure la sottoscritta dice che è stato un anno altamente positivo” - sottolinea con un sorriso la ragazza nata il 13 giugno 1996 – “nel quale sono riuscita ad attuare un processo di crescita progressivo. Devo ammettere che non mi aspettavo neppure io di finire l’anno tra le prime 200 del mondo, considerando da dove sono partita e come non fosse iniziato nel migliore dei modi visto che a gennaio ho cambiato allenatore e poi sono dovuta rimanere ferma per un problema al piede. Mi sono affidata ai fratelli Francesco e Alessandro Piccari, due ottimi professionisti, che come tecnici nella loro struttura di Anzio seguono Karin Knapp e altre tenniste. Abbiamo lavorato davvero sodo e i frutti si sono cominciati a vedere dagli Internazionali d’Italia, quasi come un fulmine a ciel sereno, anche se in allenamento già da un po’ le sensazioni che avevo erano positive. La scelta di fidarmi ciecamente di loro si è rivelata vincente e quindi posso mandare in archivio una stagione oltre modo soddisfacente. Non posso darle come voto 10 perché si può sempre fare meglio, però un bel 9 pieno penso che lo meriti tutto”.
“AL FORO ITALICO IL CLIC DELLA SVOLTA DENTRO DI ME” - In un’annata con il segno più è facile individuare allora il momento clou. “Sicuramente le emozioni che ho vissuto al Foro Italico, superando le pre-qualificazioni e meritandomi un posto nel tabellone principale, sono state qualcosa di impagabile. E poi nel match di primo turno contro la Tsurenko sugli spalti c’erano davvero tanti amici venuti da Anzio e l’atmosfera durante quel match era qualcosa di incredibile, così come speciale è stato prendere parte alla cerimonia del sorteggio al Colosseo insieme a Roberta Vinci. E’ scattato probabilmente dentro di me una sorta di clic in termini di consapevolezza e poi i risultati ottenuti nel corso dell’estate hanno dimostrato che potevo starci a un certo livello. Però il successo di cui vado più orgogliosa è quello ottenuto il mese scorso in Polonia, su una superficie diversa dalla terra dove avevo giocato per otto mesi. Alcune settimane non proprio al massimo mi avevano fatto sorgere un po’ di dubbi, invece a Zawada per tutto il torneo ho saputo rimanere concentrata sulle cose da fare in campo, senza pensare troppo alla classifica da raggiungere per poter entrare nelle qualificazioni di Melbourne”.
“A NATALE PARTO PER AUCKLAND: OBIETTIVO TROVARE SPAZIO NEL CIRCUITO WTA” - Inevitabile, comunque, che nel ripercorrere il film dell’anno ormai agli sgoccioli emerga nella mente di Deborah anche qualche ricordo meno piacevole. “L’amarezza più grande me l’ha lasciata la finale persa nel 60mila dollari di Hechingen, in Germania, a luglio, dove ero partita dalle qualificazioni: ero avanti 62 5-4 e servizio contro la tedesca Tamara Korpatsch, ma lì mi sono irrigidita sentendo la tensione e iniziando a pensare troppo, dopo aver ceduto il secondo set al tie-break, ho perso al terzo. Però anche e soprattutto queste esperienze fanno parte del percorso di maturazione e crescita”, riconosce la 21enne, che proprio il giorno di Natale decollerà alla volta della Nuova Zelanda. “Disputo le qualificazioni del torneo Wta di Auckland, che cominciano già il 29 dicembre, per cui dopo un viaggio lunghissimo dovremmo arrivare a destinazione il 27 per provare ad ambientarci a clima e fuso orario. La tappa successiva saranno le qualificazioni degli Australian Open, che mi sono meritata con i progressi degli ultimi mesi. Terminata la prima prova Slam stagionale tornerò in Italia per altre due-tre settimane di carico di preparazione visto che avendo giocato sino a novembre la mia off season non è stata lunghissima e occorre lavorare per poter affrontare al meglio il 2018. Obiettivi? In termini di classifica preferisco non pormeli, come del resto ho sempre fatto. L’intenzione è comunque quella di giocare i tornei Wta e le qualificazioni degli altri Major, puntando a migliorare sotto vari aspetti per potermi dunque ritagliare uno spazio nel circuito maggiore. In tale ottica ci siamo soffermati in fase di preparazione sullo stare tanto dentro il campo, senza scappare all’indietro, curando la stabilità degli appoggi e l’equilibrio per reggere la maggior intensità degli scambi”.
“PRIMA CONVOCAZIONE IN FED CUP? MAGARI…” - A inizio febbraio, tuttavia, c’è un appuntamento di rilievo per l’Italtennis in rosa, ovvero il primo turno di World Group II di Fed Cup contro la Spagna a Chieti. E scorrendo il ranking Wta delle giocatrici di casa nostra la Chiesa è una delle papabili per la convocazione. “La prima chiamata in azzurro? Magari… Sarebbe qualcosa di indimenticabile, comunque so bene che ci sono anche altre ragazze che possono ambire a un posto in squadra. Di recente ho preso parte a un raduno a Tirrenia e l’ultimo giorno c’era anche la capitana Tathiana Garbin, ci siamo confrontate ma non ha giustamente anticipato nulla sulle sue intenzioni. Credo che ci rivedremo in Australia. E comunque se non dovesse essere per stavolta, mi auguro che la convocazione in Nazionale e magari l’esordio giunga poi in un prossimo futuro” – conclude Deborah con la massima serenità – “dato che confido che la mia attuale classifica sia un punto di partenza e non di arrivo”.
Fonte: Federtennis.it