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Giacomo Oradini: una vittoria agrodolce con Luca Vanni

Emozioni, rimpianti, palpitazioni, gioia. In una sola partita sono tante le sensazioni che si rincorrono. Forse anche nella testa di Giacomo Oradini che si è regalato la vittoria più prestigiosa della sua carriera, proprio quando ha ormai smesso di credere nel tennis. Almeno in quello vero. Peccato solo che battere il numero 134 al mondo non sia bastato a garantire almeno un pari al Rovereto nella difficile trasferta sui campi del Tc Sinalunga.
“Non so se quella con Luca Vanni sia stata la mia vittoria più bella – racconta il 25enne roveretano - probabilmente sì, tenendo conto del valore e della classifica dell’avversario. Di sicuro però non è stata la più importante perché alla fine non è servita a nulla, lasciando anzi un po' di amaro in bocca.”
Il rammarico è tutto per quell’ultimo doppio perso con Tenconi e Galuppo 14 a 12 al super tiebreak, che ha regalato il punto del 4-2 ai senesi e lasciato a mani vuote i roveretani
“Già, ma il doppio giocato con questa formula, con il punto secco sul 40 pari e il tiebreak al posto del terzo set, rischia di trasformarsi molto spesso in una lotteria. Nel primo set abbiamo giocato piuttosto bene, poi nel secondo a fare la differenza sono stati due game persi proprio con il punto secco. Nel tie-break noi abbiamo commesso un paio di errori, loro si sono inventati due gran punti e questo è bastato per decidere il match. “
L’impresa con Luca Vanni rimane comunque, una soddisfazione ancora più forte e intensa perché arrivata dopo aver cancellato un match-point sul 5-6 nel tie-break del secondo set. Una vittoria alla Oradini, tutta cuore e temperamento
“Fortuna che servivo io – sorride Jack – il temperamento? E’ l’unica cosa cui posso aggrapparmi in questo momento. Ultimamente non riesco ad allenarmi con continuità, la scorsa settimana ho fatto appena un paio d’ore, di più quindi non posso chiedere al mio tennis. Penso di aver fatto una buona partita ma va anche detto che lui non era sicuramente al meglio.”
All’inizio dell’anno c’erano state delle incoraggianti presenze nei tornei Itf che avevano consentito di recuperare qualche posizione nella classifica Atp (attualmente Oradini è numero 1278), grazie anche ai quarti in singolo conquistati a marzo sui campi di El Kantaoui in Tunisia. Senza dimenticare il successo in doppio nel Futures di Bergamo in coppia con Gianluca Naso. E adesso…
“Adesso basta. Ho smesso di pensare al tennis professionistico. Ormai da un po' lavoro a tempo pieno al Circolo Tennis Ambrosiano, la mattina faccio da sparring partner alla Schiavone, una bella esperienza perché mi dà la possibilità di confrontarmi con un’atleta che ha vinto uno Slam, il pomeriggio poi do qualche lezione privata. E’ vero a inizio stagione avevo provato a rientrare ed ero riuscito anche a giocare qualche buon torneo ma poi mi sono reso conto che erano venute meno le motivazioni, mancavano gli stimoli, la capacità di giocare con la stessa intensità non per una settimana ma per dieci mesi. E non meno importante era anche la questione economica e organizzativa, senza soldi non si può andare lontano e io a venticinque anni non avevo alcuna intenzione di farmi mantenere dai miei genitori per girare nei tornei Futures. Altri, che hanno maggiori risorse e disponibilità, possono anche permetterselo, io non me la sentivo proprio. Ho fatto una scelta, quella che mi sembrava più logica in quel momento. Non so se è stata quella giusta ma non ho intenzione di tornare indietro e non sarà certo una partita a farmi cambiare idea. Se avessi vinto con Vanni in torneo, oggi non sarei proprio in grado di tornare in campo per affrontare un secondo turno. Mi mancherebbero le energie nervose, la determinazione, quello che serve insomma per continuare a giocare a certi livelli.”
Resta in ogni caso la A1 con il Ct Rovereto, e un obiettivo, la salvezza, non semplice da raggiungere
"Senza Ager le cose si sono un po’ complicate. Con lui sarebbe sicuramente tutta un’altra storia. Però sono convinto che possiamo farcela, sarà fondamentale sfruttare il fattore campo, alla Baldresca possiamo giocarcela con tutti. Poi speriamo di recuperare Johannes almeno per i play-out. Intanto comunque ci stiamo divertendo, è bello giocare la A1 così, solo con i compagni di circolo."

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Redazione
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