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Ludovico Cestarollo alla scoperta dell'America

Un sogno, inseguito con ostinata determinazione. Che finalmente sta per diventare realtà. Ludovico Cestarollo ha trovato l’America e domenica 23 agosto volerà oltre oceano, per raggiungere la Binghamton University, nello stato di New York. Ad attenderlo una borsa di studio ottenuta per meriti scolastici e sportivi che gli darà la possibilità di frequentare la facoltà di ingegneria (Industrial Engineering) e giocare nella squadra del college nella Division I, la serie più alta a livello di campionati universitari a stelle e strisce. La proposta è arrivata qualche mese fa, imponeva una scelta di vita coraggiosa ma anche parecchio stimolante. E non c’è stato bisogno di riflettere molto. “Era da due anni che aspettavo questo momento – conferma Ludovico. Diciannove anni, una classifica tennistica di tutto rispetto, è 2.5, roveretano trapiantato da diverse stagioni all’Ata Battisti dove ha fatto anche il suo debutto in serie A1 nel novembre del 2013. Un ragazzo riflessivo e intelligente, sicuramente dotato di uno spirito molto intraprendente, visto che questa grande opportunità se l’è costruita tutto da solo, o quasi. “L’estate passata avevo avuto un primo contatto, la cosa è andata avanti per un po’ ma proprio quando sembrava tutto a posto non se n’è fatto più nulla. La delusione è stata forte ma non mi sono perso d’animo e ho continuato a contattare altre università fino a quando non è arrivata una nuova proposta, quella giusta, lo scorso febbraio.”
Ma quando hai cominciato a pensare all’America?
“L’idea è nata quasi per caso tre anni fa – racconta – ho accompagnato mia zia durante un viaggio a Boston, lì ho incontrato un ragazzo che studiava ingegneria e che mi ha fatto conoscere la realtà sportiva universitaria americana. Ho visitato anche Harvard, è stata un’esperienza illuminante, una rivelazione. Inizialmente non avevo collegato la cosa al tennis, mi attirava l’idea di studiare negli States, ne abbiamo parlato e al ritorno ho fatto delle ricerche su internet. Ho scoperto che le Università mettono a disposizione delle borse di studio importanti per gli atleti e ho cercato quindi di entrare in contatto con alcune di queste. Nel gennaio del 2014 un coach mi ha invitato alla Virginia Tech, a Blacksburg, nello stesso college dove studia e gioca Francesca Fusinato che è stata compagna di squadra al Ct Trento di mia sorella Carolina. Ho capito subito che si sarebbe trattato di un’esperienza fondamentale sotto tutti i punti di vista.”
Un modo perfetto per conciliare studio e sport, quindi
“Il mio primo obiettivo resta lo studio, quando ho saputo che non si sarebbe potuta concretizzare questa prima possibilità, mi sono comunque iscritto alla Facoltà di Ingegneria di Trento e contemporaneamente ho cercato di allenarmi nella maniera migliore possibile. E’ stato un po’ difficile conciliare il tennis con le lezioni, spesso mi sono ritrovato a giocare alle otto del mattino ma sapevo che non avrei dovuto lasciarmi sfuggire una seconda opportunità, e questa convinzione mi ha dato gli stimoli giusti per completare gli esami del primo anno, condizione essenziale per iscrivermi poi in estate a una facoltà americana. A marzo c’è stato un nuovo contatto con la Binghamton University, mi sono informato e ho scoperto che si trattava di una buona università, non è conosciuta come quelle più celebrate, ma ha ottime referenze e un eccellente organizzazione sportiva, ed è una delle migliori università pubbliche del nord-est. Inoltre offre buoni sbocchi, cosa altrettanto importante. La cittadina è piccola ma non lontana da New York. La prima volta che ci sono stato mi è sembrata il posto più bello del mondo ma so che bene che non sarà una passeggiata.”
Quale sarà la tua giornata tipo al college?
“Beh la sveglia suonerà di sicuro molto presto, dalle 7 alle 8.30 spesso si va già in palestra, poi ancora atletica o tennis, studio a metà mattino e dopo pranzo ancora sport e studio. Il vantaggio è che tutto si svolgerà all’interno del College, senza trasferimenti.”
Poi ci saranno le gare con la squadra dell’Università immagino
“Fino a dicembre ci saranno solo competizioni individuali, divise per livello. Dopo le vacanze natalizie cominceranno i tornei a squadre e il campionato universitario. Giocheremo nella Conference Nord Est in prima divisione, la più alta. Una bella sfida ma anche una bella occasione per conoscere altri posti.”
Questi i programmi nell’immediato, ti sei posto degli obiettivi a lungo termine?
“Se tutto andrà bene conto di restare almeno per i prossimi tre anni e finire l’università, poi si vedrà. Intanto non vedo l’ora di partire, confesso che in questi ultimi giorni il tempo non sembra passare mai.”

Autore
Redazione
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