Serie A1: Ata, il segreto è il gruppo ora sfida Siracusa e Prato

Compattezza, spirito di squadra, senso di appartenenza: valori che fanno la differenza e che hanno spinto l’Ata Trentino verso l’alto. In un campionato competitivo ed esigente come la Serie A1, ritrovarsi dopo due giornate con entrambe le formazioni, maschile e femminile, al comando a punteggio pieno è un risultato che va oltre ogni più rosea aspettativa della vigilia. Una partenza da sogno che non sorprende affatto se si va a guardare dietro le apparenze. Per scoprire quanto siano profonde le radici del successo.
Mezzo miracolo in terra fiorentina
A raccontare il momento e a spiegare l'alchimia di questo avvio perfetto è il presidente del club trentino Renzo Monegaglia. «Partire bene ha creato entusiasmo e ci ha dato tanta fiducia. Le donne sono state bravissime, ma devo riconoscere che i ragazzi hanno compiuto un mezzo miracolo a Firenze, la prima giornata di campionato», confessa il numero uno del circolo di via Fersina. «Sappiamo di potercela giocare con tutti in casa, sul veloce, ma le condizioni che abbiamo trovato al Match Ball erano davvero difficili, all’aperto e sulla terra, con le incognite meteo e persino la ferrovia a venti metri, con decine di treni che passavano e facevano tremare il campo. Poteva scapparci un pareggio, invece è girata bene, ma tutti hanno dato il massimo in quell’occasione».
La solidità del Gruppo
Nessuna rivoluzione estiva, niente spese folli o budget faraonici: l’Ata ha puntato sulla continuità e sull'attaccamento ai colori. «Quello delle ragazze è un gruppo già bello collaudato, molto affiatato e unito, tutte hanno una voglia incredibile di lottare su ogni palla. Un gruppo dall’anima forte, tutta trentina, penso a Deborah Chiesa, Noemi Maines, Caterina Odorizzi. E poi c’è Kathinka Von Deichmann, un valore aggiunto, si è legata moltissimo alla squadra e all’ambiente: a Cagliari, dopo aver ceduto in singolare, ha preso per mano Noemi in doppio e con la sua esperienza è stata trascinante. Ha dato tutto quello che aveva per vincere».
Atmosfera
Lo stesso spirito anima il settore maschile. «Il nostro vivaio dà e toglie, ma alla fine ti regala qualcosa di speciale che gli altri non hanno», sottolinea Monegaglia. «Penso a Stefano D’Agostino, cresciuto da noi e tornato con grandissimo entusiasmo. Si è subito inserito, ha testa, personalità e qualità superiori. E poi ci sono gli stranieri che non vengono certo per motivi economici, ma perché qui hanno trovato una seconda famiglia. Antoine Escoffier ormai è uno di noi: è arrivato in macchina con la moglie e il bambino appena nato. Vedere un ragazzo straniero così inserito e affiatato, fa un piacere immenso. Contribuisce a creare un'atmosfera bellissima all’interno della squadra. Si viaggia insieme, si scherza, si va in trattoria dopo i match. È questo clima che regala punti in classifica».
Le Avversarie di domenica
Il calendario però non concede pause. L’Ata al femminile affronterà domenica in casa (dalle 10) la corazzata Prato, che sulla carta avrebbe a disposizione la coppia azzurra più interessante, quella formata da Lucrezia Stefanini, attualmente impegnata nel Wta 125 di Rovereto, e Tatiana Pieri, con Marina Bassols Ribera e Yvonne Cavalle a completare il gruppo delle giocatrici di spessore. I maschi sono attesi invece dalla lunga e insidiosa trasferta siciliana sui campi del Match Ball Siracusa. «Sarà una vera prova del nove. Loro sulla terra, all’aperto, sono avvantaggiati. Noi dovremo cercare di gestire al meglio anche la situazione ambientale». Il 2.1 Alessandro Ingarao e il 2.2 Antonio Massara sono gli uomini copertina della promozione conquistata un anno fa contro Pistoia. «Un pareggio sarebbe un risultato prezioso. I playoff? Ci stiamo facendo un pensierino, ma dobbiamo restare con i piedi per terra e continuare con questa determinazione e volontà».