tennis.sportrentino.it
SporTrentino.it
News

Che brava Alessia: è campionessa under 12 di doppio

Sorridi, Alessia. La lunga settimana sui gloriosi campi in terra rossa del Bonacossa Milano si tinge comunque di tricolore. Non è lo scudetto individuale a brillare, quello se lo è preso di forza Sofia Brigatti padre milanese, maestro di tennis, madre di Alghero, tesserata per il Tc Cagliari, ma splende comunque stretto tra le mani della giovanissima tennista dell’Ata Battisti Alessia Widmann, il titolo del doppio under 12, vinto in coppia con la toscana Vittoria Maria Casini. Aiuta a mitigare la piccola e inevitabile delusione che ha accompagnato la finale del singolo, mai realmente cominciata, ma serve anche a legittimare i progressi compiuti sul piano della personalità e del gioco fatti segnare dalla trentina. Come un anno fa, nel Campionato under 11, Alessia ha dovuto arrendersi alla tennista sarda, ma come un anno fa non è tornata a casa a mani vuote, confermandosi tra i talenti più promettenti del panorama nazionale.

Resta sullo sfondo solo una punta di rammarico, per il match con la Brigatti, scappato via troppo velocemente, senza che Alessia riuscisse a trovare le contromisure. «La tensione, l’emozione hanno fatto la loro parte», ha spiegato il maestro dell’Ata Marlon Sterni, presenza a bordo campo sempre preziosa, «Alessia non è mai riuscita a entrare in partita e a lottare come è abituata a fare. Però è stata bravissima in doppio, a reagire e a rifarsi». La sfida decisiva, disputata proprio contro la Brigatti e la piemontese Virginia Iacobuzio è rimasta in equilibrio sino al 4-4 del primo set, poi la Widmann e la Casini hanno preso decisamente il sopravvento, e hanno finito per imporsi 6-4 6-2.
Senza storia l’atto conclusivo del singolare, rimasta sempre saldamente nelle mani della sarda. Lo scorso giugno aveva perso con la trentina la finale del Torneo Internazionale Under 12 “Città di Trieste”, ma la Brigatti ha fatto tesoro di quella lezione, ha tenuto alta la tensione sin dai primi punti, non si è mai concessa alcuna distrazione. E nel finale di primo set ha gestito con sicurezza anche il generoso tentativo di reazione della trentina, che dopo aver ceduto il primo set ha perso convinzione e un po’ di fiducia. E’ finita 6-2 6-0, punteggio troppo severo in ogni caso per la nostra, che il suo in questo prestigioso torneo lo ha fatto sino in fondo.

Peccato Alessandro

E’ durata soltanto quattro game la finale di Alessandro Fronza, impegnato sui campi romani del Tc Parioli nel Campionato riservato agli under 15. Troppo forte il dolore al braccio destro, per spingere come avrebbe voluto con il servizio e il diritto, per imprimere la necessaria forza e potenza ai colpi, dare incisività al proprio gioco. Ci ha provato Alessandro, ma si è capito sin dai primi scambi che la giornata non era quella giusta. Tanti errori in palleggio, la testa bassa, l’andatura sconsolata. Il perugino Valentino Grasselli ne ha approfittato per scappare veloce sul 3-0, qui Fronza ha avuto un sussulto d’orgoglio, si è procurato una palla break, un’illusione che si è dissolta subito, quando le fitte sono diventate insopportabili. «Facevo fatica persino a tenere in mano la racchetta, impossibile continuare», ha confidato alla fine con l’aria affranta. «Peccato, perché non lui non avevo mai perso finora, era un’occasione importante». Ci sarà tempo per rifarsi, resta la conferma di un percorso di crescita che non accenna a fermarsi, per Alessandro si trattava della quarta finale scudetto negli ultimi cinque anni. Era sfuggita solo quella della passata stagione, ma in bacheca brillano ancora gli scudetti under 12 e under 13 conquistati nel 2022 e nel 2023. Il sogno si è infranto sul più bello, ma da qui si può ripartire una volta superato il dolore.

© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 0,125 sec.