Andrea Guerrieri trionfa nel derby azzurro all'Ata

Aspettando Jacopo Vasemì, l’Ata Battisti scopre la solidità granitica di Andrea Guerrieri, classe 1998, emiliano di Correggio. E’ lui a prendersi tutta la scena, con merito e con coraggio, e a riportare un italiano sul trono del torneo Itf da 30mila dollari di montepremi organizzato dal circolo cittadino, ottavo azzurro in ventuno edizioni, dopo Giorgio Galimberti (2005), Alberto Giraudo (2006), Andrea Stoppini (2007), Paolo Lorenzi (2008), Stefano Galvani (2011), Matteo Viola (2017) e Jannik Sinner (2019). Già Jannik, che qui, appena 17enne spiccò il volo verso l’alto, il suo nome era stato timidamente accostato a quello di Vasamì, 19 anni a dicembre, abruzzese di Avezzano, cresciuto tennisticamente nella capitale. Un osservato speciale, un anno fa aveva conquistato il Bonfiglio infilandosi tra i migliori dieci junior del mondo, un talento esplosivo come il suo tennis, che ha bisogno però di trovare costanza e continuità, esibita sui campi dell’Ata sino all’appuntamento conclusivo, ma venuta meno nei momenti chiave di una finale bella e intensa, quei momenti che invece Guerrieri ha interpretato con straordinaria saldezza di nervi e lucidità.
Ispirazione

Il nome di Sinner rimbalza anche dopo l’ultimo rovescio vincente. «Bello avere il proprio nome insieme al suo nell’albo d’oro del torneo», le parole di Guerrieri. «Sinner è da sempre la mia principale fonte di ispirazione. Mi è capitato più volte, nei momenti difficili di pensare a quello che avrebbe provato a fare lui in certe situazioni. Certo, il suo è un livello stratosferico, ma il modo con cui prova sempre a tirarsi su è comunque un esempio che nel mio piccolo cerco di seguire. L'avevo conosciuto qualche anno fa, proprio quando stava per approcciarsi al mondo ITF; l'avevo incontrato in doppio in un 15.000, poi nel 2019 mi sono allenato per un paio di mesi con lui da Piatti, l'anno in cui chiuse nei primi cento».
Atteggiamento
Si spiega anche così l’atteggiamento sempre positivo dell’emiliano in campo, mai una parola fuori posto, mai un gesto di stizza. «Ho sempre cercato in campo di azzerare appena succedeva qualcosa di negativo», spiega. «Esattamente come è successo in questa partita: se non ho sfruttato i match point è stato anche per la bravura del mio avversario, io ho cercato di ripartire subito a di dare il meglio senza soffermarmi troppo sulle occasioni sfumate». Quelle che invece non ha saputo cogliere Vasamì. «E’ stata una settimana importante, mi ha dato tante buone sensazioni, purtroppo in finale non sono riuscito a giocare come avrei voluto, bravo lui, io non ho saputo sfruttare le mie opportunità nei due tie-break», la disamina del 18enne romano.
Obiettivi - Il futuro, per tutti e due, passa dal circuito maggiore. «L'obiettivo è sicuramente quello di giocare più tornei a livello Challenger», conferma Guerrieri, che proprio nel Challenger di Bergamo, lo scorso novembre, aveva centrato il suo miglior risultato, raggiungendo i quarti dopo aver sconfitto il britannico Billy Harris, numero 144 al mondo. Quello all’Ata è il terzo titolo Itf messo in bacheca, il più importante dopo i due Itf da 15mila dollari conquistati a Lubiana e Offenbach.
La sfida

Il match con Vasemì si è deciso su pochi punti, quelli che hanno fatto la differenza nei due tie-break. L’abruzzese ha avuto una chance importante per incamerare il primo set, avanti 6-5 30-40 sul servizio di Guerrieri, ma ha sballato il rovescio e concesso l’opportunità al suo avversario di rientrare in partita. Una spinta che Guerrieri ha sfruttato approcciando con maggiore convinzione il tie-break, scappando in un amen sul 5-1, strappo difeso con grande presenza e sangue freddo. Qualità che gli hanno consentito di riassorbire anche gli unici due veri passaggi a vuoto, quando è stato pronto a recuperare subito il break di ritardo nel secondo set, quando non è riuscito a tradurre sul 6-5 tre palle del match consecutive, sulla battuta di Vasemì. Cancellate da due robuste prime e da un diritto vincente del rivale. Il match si è così infilato di nuovo nella stretta del tie-break, Guerrieri non si è scomposto, anzi, è tornato a comandare il gioco con il rovescio, ha mancato altri due match point, ma ha chiuso con un vincente il sesto. Glaciale.
Organizzazione
Alla premiazione è intervenuto anche l’Assessore allo sport della Provincia di Trento Mattia Gottardi, parole d’elogio per l’organizzazione, come sempre impeccabile, guidata con la solita incrollabile passione dal presidente Renzo Monegaglia. Da questo punto di vista hanno vinto tutti, qui all’Ata.
Risultati
Singolare maschile: Guerrieri (Ita) b. Vasemì (Ita) 7-6(3) 7-6(4).