Al via l'Itf dell'Ata Battisti: il favorito è il tedesco Topo

Ogni anno che passa il torneo Itf dell’Ata si riscopre un po’ più grande. Ha ormai varcato la maggiore età, con quella che prenderà il via domenica 15, saranno ventuno le edizioni del Future organizzate dal circolo cittadino sui campi coperti di via Ghiaie, ma la manifestazione non ha mai smesso di crescere, un gradino alla volta, con quella perseveranza che contraddistingue i suoi dirigenti. Un’avventura cominciata nel febbraio 2005, e proseguita con successo nel corso degli anni. “Non senza fatica e parecchi sacrifici”, ha sempre ricordato al proposito il presidente dell’Ata Renzo Monegaglia, “ma anche con entusiasmo e tante soddisfazioni, per noi e per il tennis trentino”, sottolineando come questo torneo rappresenti “un patrimonio sportivo della Città e della nostra Provincia da conservare e tutelare”. La prova, che avrà un montepremi di 25mila dollari, aprirà come da tradizione la lunga stagione Itf italiana. Un’occasione da non perdere per gli appassionati della racchetta, anche perché dall’Ata sono transitati spesso in passato giocatori che sono poi riusciti ad arrampicarsi in cima alle classifiche internazionali, basti solo pensare all’altoatesino Jannik Sinner, trionfatore nel 2019, o a Matteo Berrettini, che qui giocò nel 2015, al russo Daniil Medvedev, presente nell’edizione 2014.
I possibili protagonisti
A guidare l’entry list di quest’anno c’è un giocatore che merita sicuramente tutte le attenzioni del caso, è il 22enne Marko Topo, nato in Germania (a Gräfelfing, vicino Monaco) da genitori serbi, tennista di talento che ha appena toccato il suo best ranking al numero 236, dopo aver centrato lo scorso novembre la finale nel Challenger di Bergamo, sconfitto solo dall’azzurro Francesco Maestrelli. Sei titoli Itf, due nel 2025 a Faro e Kursumlijska Banja, Topo si era allenato per un periodo in Serbia insieme all’idolo Novak Djokovic, un’esperienza che ha definito “fondamentale per la sua crescita professionale”.
Oltre a Topo, c'è un altro prospetto molto interessante, è il britannico Harry Wendelken, classe 2001, salito al 304 Atp; a inizio febbraio si è aggiudicato il torneo M25 di Sheffield, lo scorso ottobre aveva festeggiato sull’isola greca di Creta il primo titolo Challenger in singolare. Da seguire con un occhio di riguardo pure il 26enne romeno Gabi Adrian Boitan, un metro e novanta di altezza, ha toccato il suo miglior piazzamento (314) proprio una settimana fa, numero due del suo paese e titolare di Davis, vanta otto titoli Itf, tutti però sulla terra battuta.
Gli azzurri
Il migliore degli azzurri è Federico Arnaboldi, comasco classe 2000, all'Ata in cerca di rilancio. Era salito lo scorso giugno al numero 183, poi ha avuto una seconda parte di stagione complicata, tanto da fermarsi per due mesi “a riordinare le idee”. Ora è 395, ma l’obiettivo è rientrare tra i 200. Ha motivazioni da vendere pure il siciliano Luca Potenza, si trova al numero 427, ma ha una bella storia da raccontare, di quelle che alimentano il romanzo dello sport. Una storia fatta di carattere, determinazione, voglia di lottare, soprattutto di non arrendersi mai. Nell’estate del 2024 gli era stato diagnosticato un tumore maligno alla corda vocale sinistra, poi asportata, ne è uscito più forte di prima, tanto da agganciare lo scorso ottobre il suo miglior piazzamento Atp al numero 357. Si parte domenica con il torneo di qualificazione, da martedì 17 il via al main draw.