Deborah Chiesa subito out nella Pavlov Cup, Melania ok

Destini incrociati e sentimenti contrapposti. Melania Delai allunga la sua striscia positiva sotto il sole di Heraklion, sulle dolci spiagge di Creta, Deborah Chiesa sprofonda inghiottita dal solito vortice di sensazioni negative nella fredda e umida Minsk, lontana Bielorussia. Non potrebbe essere più diverso in questo momento lo stato d’animo delle due tenniste trentine, una prepotentemente in ascesa, l’altra in caduta libera.
MELANIA - In tabellone per la seconda settimana nel 15th Lyttos Beach World Tour, Itf da 15mila dollari, dopo la finale raggiunta e non giocata domenica per problemi intestinali, Melania riparte con una vittoria sulla terra rossa all'aperto del Lyttos Beach Tennis Academy, piegando 7-6(3) 6-4 in un’ora e venticinque l’olandese Sem Wensveen, classe 1998 e numero 1241, ripescata nel main draw come lucky loser per il ritiro della greca Eleni Mtsentlize. Match teso e combattuto, tra due giocatrici che faticano a tenere il servizio, la 17enne di Trento tuttavia è più pronta ad aggredire il campo con la risposta e a spingere con più decisione da fondo nei momenti cruciali, non si scompone dopo essersi fatta rimontare due volte da 3-0 e 5-3 e aver sciupato una palla del set sul 6-5 40-30 e battuta, ma reagisce dominando il tie-break e mantenendo sempre la testa avanti nel secondo parziale, chiuso al decimo gioco, senza rischi. Adesso se la vedrà con la vincente del confronto tra la 23enne spagnola di Murgia Alba Carrillo Marin, seconda testa di serie e numero 526, e la scozzese Ali Collins, classe 2000 e numero 1068. La Delai sarà impegnata anche nel torneo di doppio, in coppia con la 19enne piemontese Enola Chiesa, prime avversarie la rumena Gabriela Duca e la slovacca Laura Svatikova.
DEBORAH - Goia e tormento, va tutto a gonfie vele per Melania, Deborah invece non riesce proprio a scuotersi, bloccata dalle sue insicurezze, quasi svuotata di energie nervose. In gara nella Pavlov Cup, Itf da 25mila dollari di montepremi sui campi in veloce al coperto del City Tennis School di Minsk, in Bielorussia, la 23enne di Trento, numero 395 delle classifiche mondiali, lotta solo in avvio di partita con la tignosa britannica di origine canadese Emma Raducanu, classe 2002 e numero 560, giocatrice promossa dalle qualificazioni, poi non trova più né la forza, né tantomeno la convinzione per ribattere e si consegna alla rivale in nemmeno un’ora di partita. Cinquantotto minuti, 6-2 6-0, le cifre sono impietose e premiano il coraggio della Raducanu, più offensiva e graffiante con il servizio, otto aces pesanti e percentuali molto alte di prime palle, quelle che scavano presto un solco profondo tra le due. Il resto ce lo mette la Chiesa, imprecisa e frettolosa nella gestione dello scambio. A proposito di numeri, per la trentina si tratta della sesta eliminazione consecutiva al primo turno; dopo la prova incoraggiante nel torneo di Varsavia, dove a inizio agosto aveva raggiunto i quarti (sconfitta 7-5 al terzo dalla cinese Yuan, numero 228), Debby ha vinto una sola partita e continuato a perdere posizioni nel ranking Wta. Il rischio serio ora è di uscire anche dalle prime quattrocento della classifica.