Alessia Passerini si ferma in semifinale agli Assoluti di terza

Lo scudetto è rimasto un piccolo sogno per Alessia Passerini. Si è infranto contro il tennis terribilmente concreto e solido di Carlotta Nassi, un muro che sabato in mattinata ha sbarrato alla 17enne del Tc Brentonico la strada per la finale del singolo ai Campionati italiani di terza categoria in corso sui campi della Società Ginnastica Roma, e nel pomeriggio, insieme all’altra toscana Irene Adoncecchi, le ha strappato di forza anche il titolo di doppio nella sfida decisiva contro la trentina e la sua compagna, la 3.1 Alice Di Matteo, palermitana classe 1999 del Country Time Club. Una piccola delusione riassorbita con il sorriso di sempre, Alessia non si è scomposta, di fronte aveva una avversaria davvero tosta, livornese classe 1995, non a caso tornata in settimana ai vertici delle classifiche di terza da 3.4, vittoriosa 6-1 6-4. La Nassi era salita 2.7 nel 2015, prima di varcare l’oceano per giocare e studiare negli States, alla Queens University di Charlotte, miglior giocatrice della sua Conference già il primo anno. “Se a inizio settimana mi avessero detto che sarei potuta arrivare sino alle semifinali ci avrei messo la firma subito”, racconta invece la Passerini. Centellina le parole, ma ha lo sguardo vivace e intelligente. Il tennis è sempre stato soltanto un bel passatempo, almeno sino a qualche mese fa. Tre o quattro allenamenti a settimana insieme al fedele istruttore Simone Adami, che ha raccolto l’eredità del maestro vicentino Mirko Medda; una seduta di atletica, “non regolare, quando capita”, ride. Prima è sempre venuto lo studio, impegno assolto con costanza e serietà, a settembre frequenterà il quarto anno del Liceo Scientifico a Rovereto. Quest'anno però è scattato qualcosa, in fondo a 17 anni non è ancora troppo tardi per inseguire obiettivi più grandi e ambiziosi. La vittoria ai campionati provinciali forse le ha restituito una maggiore consapevolezza dei suoi mezzi, tecnici e atletici, e così a giugno ha raccolto l’invito del maestro Andrea Nociti (foto in basso) che di tanto in tanto fa una capatina sull’altipiano e che sui campi dell'Associazione Tennis Borgotrebbia a Piacenza ha aperto la Pro Tennis Team, un’accademia per seguire i ragazzi a 360 gradi, avviarli verso il tennis di alto livello partendo dalla cura dei dettagli. Dagli aspetti tattici a quelli nutrizionali, dal supporto della videoanalisi, alla parte mentale, la parte medica con tanto di fisioterapista e osteopata. “Mi sono allenata lì per un mese, una bella esperienza, stimolante - spiega Alessia - Credo che i risultati si siano visti.” Eccome, a Roma si è fermata solo di fronte alla fortissima rivale, che oggi contenderà lo scudetto all’umbra Valeria Piccioli che ha lasciato solo un game all’altra livornese Irene Adoncecchi. “Per un set ho fatto il suo gioco, poi mi sono svegliata", confessa la Passerini, che ha faticato ad aprirsi gli angoli con il diritto, il suo colpo migliore, che tanto male aveva fatto alle sue avversarie nei turni precedenti. La trentina però non si è persa d’animo, ha recuperato piano la misura dei colpi, trovato maggiore sostegno dal servizio e nel secondo set il match è salito decisamente di tono e di intensità, diventando più equilibrato. “Nei momenti importanti però lei non ha mai sbagliato" - ammette - Non ho rimpianti, era davvero molto forte.” Non lascia rimpianti nemmeno la finale del doppio, vincono le due toscane 6-1 6-2. Va bene così, per Alessia è stata comunque una settimana importante. “Adesso sono curiosa di scoprire fin dove potrò spingermi con il tennis”, spiega con il solito pudore. Per questo non si è lasciata sfuggire un secondo invito, ancora più stuzzicante. Andrà ad allenarsi al Villaggio Costa dei Gabbiani sull’Isola d’Elba dove nei mesi di luglio e agosto tiene i suoi stage un certo Riccardo Piatti, il guru dei coach italiani. Stage ad alto contenuto tecnico, e a numero chiuso. La lunga estate calda di Alessia Passerini è appena cominciata. 