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Itf di Torino: Angelica Moratelli deve ritirarsi al terzo

Tradita dai muscoli. Non è la prima volta che i problemi fisici, in particolare quelli al braccio destro, frenano Angelica Moratelli. Succede purtroppo anche sui campi del Nord Tennis Sport Club di Torino dove la 24enne di Lavis è costretta ad arrendersi ai morsi della fatica e del caldo, sotto 0-3 nel terzo set dopo due ore e undici di scambi lungi e intensi con la giapponese di Nigita Yuki Naito, classe 2001 e numero 434, promossa dalle qualificazioni come la trentina. La sfida dei quarti nel 12° Trofeo Ma-Bo, prova ITF femminile da 25.000, apre l’ennesimo capitolo dei rimpianti, ripesando all’andamento di un match condotto a lungo in testa dalla nostra. Un peccato davvero perché Angelica conferma di aver recuperato piena fiducia e convinzione nelle sue possibilità, porta a casa un set, il primo 7-5, dopo aver mancato due opportunità sul 5-3 40-15, propiziate da due doppi falli della nipponica, e altrettante sul 5-4 40-15, occasioni che metabolizza senza disunirsi dopo essersi fatta agguantare sul 5-5, anzi resta lucida e precisa e incamera di forza, quasi di rabbia, il parziale. Poi sfrutta l’inerzia per dominare gli scambi e salire sul 4-1, sembra padrona del campo e invece basta un piccolo calo di tensione per rianimare la Naito, tennista tignosa e tosta agonisticamente, capace di ricucire con pazienza certosina lo strappo e mettere la testa avanti 5-4. La Moratelli si sforza di non mollare, tiene il servizio, ma la fatica della lunga battaglia di giovedì con Deborah Chiesa, quasi tre ore e quindici di battaglia, affiorano inevitabilmente nella gambe e nella testa. Salva due set point sul 5-6, ma non può evitare il terzo set, prova a restare aggrappata alla partita con ultime risorse, la giapponese però scappa sul 3-0 e all’inizio del quarto game, sul 15-15, la trentina deve alzare bandiera bianca. Era dall’aprile del 2013 che la Moratelli non si spingeva così in alto in un torneo ITF da 25.000 dollari, sul veloce di Edgbaston, in Inghilterra, quando era riuscita ad arrivare sino alla finale, persa con la russa Ekaterina Bychkova, poi numero 66 al mondo. Resta inevitabilmente un po’ d’amaro in bocca, ma dopo i cinque titoli collezionati in due anni, tra il 2017 e il 2018, non lontano dalle spiagge di Hammamet, il torneo di Torino può rappresentare un nuovo punto di partenza e consentirle di recuperare qualche posizione dall’attuale numero 562. E di continuare la lenta risalita. Lei, nonostante tutto, ha dimostrato di crederci ancora.

Autore
Luca Avancini

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