Deborah Chiesa: parte l'avventura in Nuova Zelanda

Un Natale con la valigia in mano. Non poteva essere diversamente perché il mondo di Deborah Chiesa sta cominciando a girare sempre più vorticosamente. In campo sino all’ultimo, a macinare diritti e rovesci, poi la breve fuga da Anzio a Trento per trascorrere qualche ora in famiglia a casa di nonno Giuliano, indimenticato campione trentino degli anni Settanta, prima di infilare tutto nuovamente nel borsone e imboccare l’autostrada per Roma e l’aeroporto di Fiumicino, giusto in tempo per afferrare il volo verso gli antipodi. Destinazione Nuova Zelanda, dove tra poche ore si aprirà un 2018 denso di promesse. Nel fine settimana affronterà le qualificazioni nel torneo Wta International di Auckland (226.750 dollari di montepremi), quindi toccherà all’appuntamento più atteso, quello sul cemento di Melbourne Park, dove dal 10 gennaio Debby giocherà le qualificazioni degli Australian Open, prima prova del Grande Slam. Un doppio stimolante impegno preparato con impegno e cura meticolosi, la 21enne tennista di Trento, numero 195 delle classifiche mondiali, si è allenata sodo nel mese di dicembre ad Anzio con i fratelli Piccari. “Le ultime tre settimane sono state davvero intense, molto dure. Alla sera tornavo a casa stanchissima, talmente sfinita che avevo soltanto voglia di buttarmi sul letto a dormire - rivela Debby - ma era quello che ci voleva per farsi trovare pronti. Sono riuscita a lavorare con continuità, tanto tennis ma soprattutto tanta atletica per migliorare gli spostamenti, e grande attenzione all’alimentazione. L’obiettivo è quello di migliorare la resistenza in campo, la tenuta fisica nei match che si allungano al terzo set.” E di resistenza ce ne vorrà tanta d’altra parte del globo, per sopportare l’estate australe con le sue condizioni climatiche spesso estreme, le temperature roventi e il forte tasso di umidità. “Conosco l’ambiente, a Melbourne sono già stata nel 2013 per disputare il torneo juniores - racconta la Chiesa - Ricordo che ero molto agitata, ho giocato su un campo vicino alla Rod Laver Arena, il centrale, e c’era molta gente che girava. Non è semplice abituarsi all’atmosfera di un grande torneo. Adesso però è diverso, ci tornerò da Pro per giocare il torneo vero, anche se dalle qualificazioni. Cambia poco, è da lì comunque che si inizia. L’emozione c’è, ma ci sono anche tante altre sensazioni diverse, persino contrastanti. In fondo è quasi un sogno che si realizza, quello che speravo quando ci sono arrivata da junior. Non mi metto pressione, non cercherò il risultato a tutti i costi, proverò soltanto a godermi il momento.” Non sarà sola dall’altra parte del mondo. “Mi seguirà Francesco (Piccari, n.d.r.), ha tanta esperienza e saprà aiutarmi di certo a gestire i momenti più difficili.” L’avventura comincerà nel nord della Nuova Zelanda, a Auckland, la città delle vele, avvolta quasi interamente dal mare. “Avrò due giorni e mezzo per ambientarmi, poi il 30 comincerà il torneo di qualificazione. Il problema maggiore è rappresentato dal fuso orario, ci sono dodici ore di differenza con l’Italia e il viaggio per arrivare è lungo e pesante. Non semplice da smaltire. Il caldo? Non mi spaventa, anche perchè non lo soffro più di tanto. In estate ho giocato spesso sotto il sole cocente. Sarà fondamentale adattarsi al rimbalzo della palla che diventa più alto con il caldo. E poi c’è il vento che infastidisce e disturba il gioco più delle temperature elevate.” Un balzo in avanti di quasi trecento posti nel ranking Wta rappresentano un bel biglietto da visita per presentarsi sulla soglia del tennis che conta. Solo dodici mesi fa Deborah Chiesa navigava intorno alla 500esima posizione, oggi si appresta a chiudere il 2017 tra le prime duecento giocatrici al mondo. “Fino all’ultimo non ero sicura di poter giocare le qualificazioni degli Australian Open. Sono riuscita a tirar fuori il mio miglior tennis nel momento più delicato e importante della stagione. Sono contenta. Il torneo di Melbourne comunque vada a finire sarà una gran bella occasione per confrontarmi con ragazze più forti. E capire qual è il mio livello in questo momento.”