L'Ata lancia la sfida alla A1 con i suoi giovani talenti

Ci ha messo poco il circolo del presidente Renzo Monegaglia a riprendersi il palcoscenico più importante, sei mesi appena. Adesso il problema sarà restarci sopra, impresa non semplice per la giovane Ata Trentino che domenica si riaffaccerà per la tredicesima volta nella sua storia sulla scena del campionato di A1. Le ambizioni non sono più quelle di qualche stagione fa, ma una certezza c’è: questa squadra ha di fronte a sé un futuro carico di promesse. Il serbatoio non è mai stato così pieno di giovani e promettenti talenti, quegli stessi giovani che la Federazione ha sbattuto in prima pagina attraverso le nuove regole, che impongono di schierare almeno due giocatori provenienti dal vivaio e di età inferiore a 30 anni. Ed è qui che si gioca la scommessa vera dell’Ata, lo sa bene il maestro e capitano della squadra di via Fersina Massimo Labrocca: “Avremo a numero tre e quattro i singolaristi dall’età media più bassa – avverte – Zampoli è del 2000, gli altri, Bernardi, Ferrarolli o D’Agostino, hanno 14 o 15 anni. E’ chiaro che partiamo svantaggiati, almeno sulla carta, ma la serie A può rappresentare per questi ragazzi una grande opportunità di crescita e di esperienza. Dobbiamo sfruttarla e gettare le basi per un grande futuro.” A complicare il già arduo compito dei trentini ci si è messo anche l’infortunio di Riccardo Bellotti, decisamente più grave del previsto visto che il rivano-viennese ha dovuto sottoporsi nei giorni scorsi ad un’operazione al tendine della mano destra. Un intervento che lo costringerà a saltare tutto il torneo. Una brutta tegola insomma per un gruppo che punta alla salvezza. Un obiettivo ancora alla portata? “Non dipenderà dai più giovani, ma dai professionisti. Se faranno la loro parte sino in fondo, possiamo farcela.” Il presidente Monegaglia si era cautelato inserendo accanto a soliti noti, Riccardo Bellotti e il lituano Laurynas Grigelis, anche il 31enne tedesco di Lubecca Tobias Kamke, attualmente numero 203, ma con un best ranking al numero 64 toccato nel 2011, uno specialista del veloce che vanta anche un terzo turno a Wimbledon nel 2010, e lo spagnolo di Barcellona Pere Riba Madrid, classe 1988, ex numero 65, oggi sceso al 636, al momento però pure lui infortunato. Sarà proprio Kamke a partire titolare nella sfida d’esordio a Crema, insieme con ogni probabilità a Marco Brugnerotto o a Grygelis. In attesa del pieno recupero fisico di Nicolò Zampoli, toccherà quasi sicuramente a Mattia Bernardi e Davide Ferrarolli, classe 2002 e 2003, affiancare i due pro titolari. Ci sarà da gestire la pressione dell’esordio: “Nessuno chiederà a loro di fare risultato – prosegue Labrocca - Quindi potranno andare in campo senza avere nulla da perdere, nelle condizioni ideali per giocare. E godersi il momento, non capita a tutti di giocare in A1. La pressione esiste solo quando affronti avversari della tua categoria.” Si riparte con una nuova formula “Che a me non piace. Lo dico in tutta sincerità. La serie A dovrebbe essere un veicolo promozionale per i circoli e privilegiare innanzitutto lo spettacolo, che solo i professionisti possono garantire. I giovani lasciamoli in B a farsi le ossa e magari a guadagnarsi sul campo la promozione. Inoltre questo obbligo dei vivai si sta rivelando un’arma a doppio taglio, ci sono circoli ambiziosi che vanno in giro a ingaggiare ragazzini di 12 anni con la prospettiva di portarli poi in prima squadra. Ragazzini che con quei circoli non hanno nulla a che spartire.” L’Ata intanto continua a sfornare ragazzi di talento, c’è un segreto? “No. C’è solo il lavoro, che paga sempre. La cura dei dettagli, la voglia di arrivare, di non accontentarsi mai, poi l’umiltà e la disponibilità al sacrificio.”