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Tabelloni Master finale 34 Grand Prix Trentino 2017

Qualche inevitabile defezione non ha tolto interesse e curiosità al Master del 34esimo Grand Prix “Trentino”, scattato lunedì sui campi in terra rossa del Circolo Tennis Trento, evento che chiuderà di fatto la lunga stagione all’aperto del tennis provinciale. Nell’Open maschile hanno declinato l’invito il giovane friulano del Ct Rovereto Nicola Vidal e il 31enne di Barbiano Patrick Prader, recente trionfatore al Città di Trento, 2.2 tesserato per il Tc Pistoia molto corteggiato dal presidente del Ct Trento Stefano Sembenotti che vorrebbe portarlo qui a giocare anche la prossima serie A2. Assenze compensate dalla presenza di due ragazzini che continuano a meritarsi molte attenzioni: il 18enne 2.7 levicense Tommaso Pederzolli e il 2.6 Mattia Bernardi, classe 2002. Il nuovo si avvicina, ma ancora non avanza. Pederzolli non ha sfigurato sul piano del palleggio con il compagno di circolo Lorenzo Schmid, il principale favorito del torneo, ma alla fine la differenza d’esperienza si è fatta sentire tutta al tramonto dei due set. Ci ha provato con più convinzione Bernardi, provando a infilarsi i panni del perfetto guastafeste, per rovinare la passerella del beniamino di casa, il 2.4 Michelangelo Endrizzi (foto in alto). L'impresa però gli è riuscita a metà, ha allungato caparbiamente la sfida al terzo, ma sul più bello si è ritrovato senza le energie indispensabili per fronteggiare il rivale. Una sfida dalla trama avvincente e convincente per due set, giocati su buoni livelli sia dall’atino che dal tennista del Ct Trento; Endrizzi è stato più continuo nell’imprimere peso e potenza ai suo colpi, soprattutto con il servizio, mentre a Bernardi è mancata un po’ di concretezza nei momenti chiave, per alimentare il suo tennis molto aggressivo. L’atino ha sciupato tre opportunità per salire sul 5-2 nel primo parziale, si è disunito nel secondo avanti 3-0, è stato vicino alla resa sotto 4-5, ma ha trovato la forza per conquistare il set 7-5. La luce si è spenta all’inizio della terza frazione, quando Bernardi si è ritrovato con i muscoli ingolfati e qualche dolorino fisico, e quando è uscita allo scoperto la maggiore fisicità di Endrizzi, bravo a recuperare la profondità di palleggio necessaria per spegnere le ultime velleità del suo avversario. E raggiungere così in semifinale il compagno di circolo Gianluca Pecoraro, disimpegnatosi con sicurezza nella serata di mercoledì opposto al 2.7 valsuganotto Alvise Zarantonello. Endrizzi e Pecoraro si affronteranno nel pomeriggio di venerdì, in mattinata si giocheranno l’altro posto per la finale di sabato Lorenzo Schmid e Mattia Lotti, quest’ultimo uscito vittorioso da un intenso braccio di ferro con l’altro Pecoraro, il 2.6 Pietro. I due se le sono suonate di santa ragione da fondocampo, l’ha spuntata il roveretano grazie soprattutto al sostegno di un servizio particolarmente incisivo.

L’Open femminile, orfano di Elisa Visentin, Sara Eccel e delle sorelle trevigiane dell’Argentario Elena e Francesca Covi, ha messo in vetrina le belle qualità di Lucrezia Maffei (foto sopra), 16enne del Ct Trento, piombata di slancio in finale dopo aver sgretolato le difese della 18enne Sophie Walzl, 2.7 del Tc Rungg, campionessa provinciale in carica. Nella parte alta ha messo i piedi in semifinale Sofia Ragona, classifiche alla mano, la più autorevole candidata al successo. La 2.5 torinese, classe 1998, tesserata per il circolo di casa, ha evitato di prolungare pericolosamente la sfida con un’ottima Timossena Milenkovic. Con Lucrezia Maffei già accomodata in fondo sia nell’Open che nell’under 16 (con Caterina Odorizzi), ha fatto il suo ingresso nel torneo anche Giulia Maistrelli, che si è presa la sua bella rivincita nei confronti della18enne di Ultimo Teresa Schwienbacher, 2.8 in forza al Tc Merano, vincitrice della passata edizione del Master in finale proprio con la Maistrelli. Il match ha avuto stavolta poca storia, dominato dalla nonesa del Ct Trento, che troverà adesso la 2.5 torinese Sofia Ragona.

SORPRESE NEL TABELLONE DI TERZA – In copertina ci sono sempre le ragazze di piazza Venezia, dopo la Maffei anche la Milenkovic (foto sopra) è approdata alla finale del terza femminile. La 15enne di Lavis, tesserata per il Ct Trento, si è liberata con sicurezza della tennista di Brentonico Sara Passerini, quindi ha sofferto solo un set la regolarità della atina Martina Schmid, emersa in precedenza da una vibrante sfida con la compagna di squadra Beatrice Zanlucchi. Pronta è arrivata la risposta della giocatrice più accreditata, l’atina Sveva Bernardi che ha regolato la 3.4 della Val di Non Martina Torresani. Si è già accomodata in semifinale l’altra sedicenne dell’altipiano, Alessia Passerini, ragazzina parecchio nel corso del 2017, brava a cogliere un bel positivo con la 3.2 18enne veronese di San Floriana Nicole Cona, ripescata all’ultimo momento.
Le soprese le ha regalate quasi tutte per ora il torneo maschile di terza che ha perso subito uno dei protagonisti più gettonati, il 3.1 di casa Alessandro Duca, arrivato probabilmente con le pile un po’ scariche all’appuntamento finale dopo una lunga stagione itinerante. Duca è caduto nell’imboscata tesagli da Davide Volpe, abile con i suoi cambi di ritmo ad irretire un avversario poco paziente. Subito fuori anche il 14enne 3.1 dell’Ata Stefano D’Agostino, imbrigliato dall’accorta condotta di gara del 3.3 roveretano Federico Nicolodi. Già definita nel frattempo anche la prima semifinale del terza maschile, di fronte si ritroveranno il 3.1 del Tc C10 Alessandro Maronato che ha dato poco spazio al giovane roveretano Elia Barozzi, autore all’esordio di un bel positivo con il 3.2 Stefano Gretter, e il moriano Pietro Tranquillini, promosso dal ritiro di Nicolodi.
TORNEI DI QUARTA ALL’INSEGNA DELL’EQUILIBRIO - Nel quarta sarà con ogni probabilità battaglia dall’inizio alla fine, i giocatori al vertice della categoria sono ben quindici su sedici, unico intruso il 4.2 delle Cinque Contrade Nicola Marangon, che ha subito rischiato di sgambettare il numero uno del tabellone, il veterano bellunese Alessandro Gaio. Compito titanico sbilanciarsi in previsioni, come lo è stato per l’intera stagione, caratterizzata da uno straordinario equilibrio e senza un vero dominatore a prendersi la scena. Il primo a qualificarsi per i quarti è stato il rotaliano Michele Kerschbaumer che ha avuto la meglio su Mauro Cazzanelli. Intanto nel femminile c’è già il nome della prima finalista, è quello della darzese Antonella Ferremi, che dopo un faticoso esordio con la valsuganotta Sonia Iobstreibizer, ha respinto l’assalto della giovanissima roveretana Greta Slomp, ragazzina che aveva mostrato tutto il suo temperamento nella sfida dei quarti con la 4.2 di Ala Michela Debiasi.
FRATELLI TERRIBILI - Si attendono segnali interessanti anche dal Master giovanile, che si gioca in contemporanea sul rosso di piazza Venezia, da sempre un buon barometro della situazione del nostro movimento. Qualche defezione significativa di chi, giustamente, ha scelto di frequentare durante l’anno la scena nazionale e internazionale, potrebbe rendere più stimolante e avvincente la corsa ai titoli e restituire in prospettiva qualche indicazione significativa. Non sono mancate le sorprese negli incontri di primo turno che hanno regalato un’inattesa copertina ai fratelli Giovanni e Calogero Di Dio, due spigliati ragazzini del Ct Borgo, allievi del maestro Antoan Georginov, capaci di mandare al tappeto i principali favoriti dei tabelloni under 10 e under 12. Lo hanno fatto con due incredibili rimonte, senza scoraggiarsi dopo aver buscato entrambi un brutto 6-0 nel primo set; Giovanni ha bruciato sul filo di lana l’atino Leonardo Penasa, Calogero ha sgambettato il roveretano David Simoncelli.

Autore
Stefano Sembenotti
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