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Deborah Chiesa cede in finale nell'Itf di Hechingen

Debby che peccato. S’infrange a due passi appena dal traguardo il sogno della 21enne trentina di bissare, a un mese esatto di distanza, il primo trionfo torinese nel circuito Itf e portarsi a casa sulla terra rossa di Hechingen, in Germania il "boso Ladies Open Hechingen", trofeo da 60mila dollari di montepremi. La resa finale alla tedesca Tamara Korpatsch, numero 143 al mondo, abile a intrappolare il gioco della Chiesa con i suoi continui cambi di ritmo, fa un po’ male, arriva alla distanza dopo un set e mezzo giocato con grande personalità. Ma è una sconfitta che ci sta in un percorso di crescita che è stato continuo nel corso di una stagione, partita da lontano, oltre la cinquecentesima piazza mondiale. Adesso, grazie allo splendido torneo tedesco, cominciato è bene non dimenticarlo, dalle qualificazioni, la trentina salirà ancora in classifica, con ogni probabilità al numero 280 delle graduatorie Wta. Peccato si diceva, perchè Deborah si smarrisce solo nel terzo set, dopo un buon inizio, segnato da break e contro break. La Chiesa toglie subito due volte la battuta alla tedesca, che reagisce a sua volta, il terzo strappo è quello giusto anche perchè nel frattempo la trentina ha trovato la lunghezza dei colpi, e la prima di servizio è diventata più profonda e incisiva. Debby spinge forte e con i tempi giusti, si apre il campo con il rovescio incamera 6-2 il primo parziale. La 22enne tedesca di Amburgo, lunga treccia bionda che le cade sulle spalle, però è una palleggiatrice tenace e paziente, forte di testa, non molla la presa e resta aggrappata alla partita, alzando le traiettorie e cercando di rallentare l’intensità degli scambi. Si gioca punto a punto nel secondo set, ma Debby riesce comunque a brekkare la rivale sul 4-4 e portarsi a servire per il match. La tensione la frena sul più bello, mentre la Korpatsch trova un po’ di coraggio sulla risposta e allunga sino al tie-break, qui la trentina scatta subito avanti 2-0, senza però scrollarsi di dosso la sua avversaria, c’è pure un pizzico di sfortuna a penalizzare la nostra, un nastro maligno che le nega l’allungo sul 4-1. La tedesca è di marmo, sa come si gestiscono certi momenti, non arretra e alla prima occasione chiude il parziale, 7 punti a 5. In avvio di terzo set la Chiesa stenta a liberarsi dei cattivi pensieri e soprattutto fatica a sfondare il solido muro eretto dalla teutonica, brava ad affondare quando ne ha la possibilità. Deborah sbaglia molto, in particolare con il diritto, cercato con insistenza dalla rivale con palle alte e velenose, è il colpo che la tradisce nel terzo lunghissimo game, quello che sposta definitivamente gli equilibri. La Korpatsch strappa il 3-0 dopo aver mancato cinque vantaggi e salvato una palla del 2-1. La trentina ha un ultimo orgoglioso sussulto, si getta a rete sorprendendo per un attimo l’avversaria, ma non c’è più la forza e la convinzione per riuscire ad accorciare sul 2-3 e rovesciare l’inerzia, ormai tutta dalla parte della numero 143 al mondo. Che chiude dopo due ore e ventisette minuti di battaglia, centrando il primo titolo del 2017, il sesto in carriera. Ci vuole un po’ per ritrovare il sorriso, da domani però si riparte, dalla Svizzera e dal Montreux Ladies Open, Itf da 25mila dollari in programma sulle suggestive sponde del lago di Ginevra.

Risultato
Singolare femminile - Finale: Korpatsch b. Chiesa 2-6 7-6(5) 6-2

Autore
Redazione
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