Brava Deborah Chiesa, primo titolo Itf nel torneo di Torino

Forse valeva la pena aspettare. Per godersi ancora di più un successo così importante. Dopo tre finali perse Deborah Chiesa fa centro al quarto tentativo conquistando sui campi in terra rossa del Nord Tennis Sport Club, a Torino, la decima edizione del Trofeo MA-BO. E' il primo titolo in carriera e ha il sapore dolce e intenso che solo le vittorie più belle e sofferte riescono a restituire. Non arriva in un'Itf qualsiasi, ma in un torneo da 25mila dollari, contro un'avversaria tosta come la messicana Renata Zarazua, numero 293 delle classifiche mondiali, ottava favorita del seeding, piegata 6-3 2-6 7-5 dopo due ore e trentaquattro minuti di battaglia sotto la canicola. Debby ci mette cuore, determinazione e tanta qualità, per rovesciare il pronostico che la vede sfavorita contro la filiforme e mobilissima 19enne di Mexico City, tennista in grande condizione tecnica e atletica, finalista solo una settimana fa nel 25mila dollari di Getxco, in Spagna, con due titoli già in carniere, Leon e La Bisbal, e una maglia da titolare nella nazionale di Fed Cup. Venerdì la messicanina è rimasta in campo quasi quattro ore per mettere sotto l'elegante francese Alize Lim, ma in finale è il solito motorino inesauribile da fondo campo, capace di muovere il gioco e variare lunghezza e profondità negli scambi con palle alte e fastidiose, improvvise accelerazioni in controtempo. Debby era arrivata a Torino senza troppe aspettative e senza sapere se avrebbe dovuto giocare le qualificazioni, poi ha trovato posto in tabellone grazie ad una wild card, e soprattutto ha fatto subito il pieno di fiducia battendo all'esordio la sua bestia nera, la coetanea brianzola Georgia Brescia, seconda testa di serie e nuova probabile top-200 del tennis azzurro. "Ci avevo sempre perso - rivela la Chiesa - quella vittoria mi ha dato una grande carica, ho cominciato a guardarmi intorno, a pensare che avrei potuto andare avanti nel torneo". Vincere aiuta a trovare convinzione, ad alzare la soglia di sofferenza, a giocare con più coraggio i punti pesanti. Una partita dopo l'altra, Deborah è arrivata in fondo. "In quest'ultimo periodo penso di aver imparato ad approcciare meglio le partite - spiega - l'esperienza al Foro Italico è stata fondamentale, giocare e vincere davanti a tanta gente mi ha aiutato molto a prendere coscienza delle mie possibilità, a pensare sempre positivo durante i match, anche nei momenti difficili." E così è stato pure nella finale torinese. Debby è partita decisa, consapevole che l'unico modo per non lasciarsi irretire dalle trame avvolgenti della messicana era quello di prendere l'iniziativa del gioco, togliere il fiato alla rivale forzando gli scambi, imponendo un ritmo ossessivo. La trentina ci è riuscita per un set, frustando il campo con il servizio e il potente rovescio bimane. E salita rapida sul 2-0 e 3-1, non si è scomposta dopo la reazione della rivale, e dal 3-3 ha infilato altri tre games con sicurezza incamerando il primo parziale. La Zarazua però è una giocatrice abituata a non mollare mai la presa, è rimasta tenacemente aggrappata alla partita e quando la Chiesa ha cominciato a sbagliare qualche palla e a concederle un po' di campo, ha rialzato prontamente la testa. E' scappata sul 2-0, ha cancellato due palle del possibile 2-2 ed è volata via sul 5-1, e sullo slancio, dopo aver pareggiato i conti si è issata sul 2-0 anche nel terzo e decisivo set. La Chiesa però non si è disunita, e soprattutto non ha perso ludicità, cominciando a riannodare con pazienza il filo del gioco. "Mi sono rimessa lì, ho cercato di recuperare energie nervose e l'intensità del primo set." E stringendo i denti Debby riesce a rientrare sul 2-2, a salvare una pericolosa palla break e allungare con forza sul 4-2, scrollandosi di dosso per un attimo la Zarazua. Arriva sul 5-3 con il servizio a disposizione, ma la sua avversaria non cede di un millimetro, annulla un match point sul 5-4 40-30, con un pizzico di fortuna perchè il rovescio vincente della Chiesa si spegne d'un soffio in corridoio, e agguanta la parità. 5-5 e tutto da rifare. Deborah però ritrova il sostegno della battuta, mette dentro una serie di prime robuste per tenere a distanza la messicana, e al secondo match point si dimostra tremendamente solida nel lungo scambio da fondo che costringe all'errore la sua rivale. Può alzare le braccia al cielo, e strappare ben cinquanta punti Wta, che le faranno fare un bel balzo in avanti nella graduatoria mondiale, di quasi cento posti dall'attuale numero 447. " Sono felicissima, anche perchè questa era la mia prima finale a livello di 25.000 $. Prima d'ora ero arrivata al massimo ai quarti, l'anno scorso a Imola, dove giocherò la prossima settimana. E' stata durissima perchè avevo di fronte un'avversaria molto forte di testa, ma mi sento bene fisicamente e questo mi ha aiutato nella fasi cruciali del match. Ad Anzio ho lavorato duramente con Francesco (Piccari, foto in basso n.d.r), i risultati ora mi stanno ripagando della fatica."