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Deborah Chiede cede in finale nell'Itf di Ortisei

Il sortilegio non si spezza. Deborah Chiesa deve rinviare nuovamente l’appuntamento con il primo titolo Itf, piegata dopo oltre due ore di battaglia dalla rumena Laura Ioana Andrei nella finale degli "Internazionali della Val Gardena", torneo femminile dotato di un montepremi di 10mila dollari, conclusosi domenica sul veloce indoor di Ortisei, ultima prova del circuito femminile in Italia per il 2016. Accreditata della terza testa di serie, Deborah, che ha ulteriormente ritoccato il suo best ranking issandosi al numero 481 delle graduatorie mondiali, si è arresa in tre set, 62 76 64 lo score, alla 28enne di Bucarest, numero 669 Wta, tennista completa dal punto di vista tecnico, solida atleticamente e in grande condizione di forma, reduce dal successo ottenuto in singolo e doppio solo una settimana fa sui campi di Cordenons. Debbie è partita un po’ contratta, senza riuscire a trovare le giuste contromisure per il gioco efficace ed incisivo della rivale che si è presa subito un set di vantaggio. Il match è tornato in equilibrio nel secondo parziale, quando Deborah ha trovato il sostegno del diritto e del servizio (10 a 1 il conto finale degli aces a favore della Chiesa), per forzare gli scambi e contrastare il tennis aggressivo della rivale. La trentina ha reagito prontamente al break subito sul 3-3, è riuscita ad allungare il confronto al tie-break, vinto 7 punti a 5, e a portare quindi la partita al terzo set. La Andrei però non mai smarrito il filo del gioco, è rimasta sempre lucida nelle scelte scattando nuovamente sul 4-2, non si è disunita quando ha dovuto subire il ritorno deciso della Chiesa, ma sul 4-4 ha trovato la forza e il coraggio per piazzare l’allungo decisivo, complice con ogni probabilità una chiamata dubbia del giudice di sedia. Un pizzico di inevitabile delusione non ha cancellato il sorriso bello e spontaneo di Deborah al termine della terza finale stagionale, dopo quelle raggiunte nello scorso maggio all’Itf di Varsavia (sconfitta con la statunitense Sabrina Santamaria), e a settembre a Trieste (ko in tre set con Claudia Giovine). “Sono comunque piuttosto contenta della settimana – ha commentato a caldo la 20enne di Trento, che ha un feeling tutto particolare con il torneo gardenese, a marzo su questi stessi campi aveva vinto le prequalificazioni agli Internazionali di Italia, mentre nel 2015 fa si era aggiudicata il titolo di doppio, in coppia con la croata Adrijana Lekaj – Credo di essere riuscita a esprimere un livello alto di gioco sia in semifinale che nella sfida finale. Mi è mancato veramente poco, ma avevo di fronte una giocatrice molto esperta, che si è dimostrata sempre presente e determinata nei momenti importanti. Il primo set ho giocato con poca convinzione, mentre lei sbagliava poco, nel secondo set mi sono ritrovata indietro di un break, ma sono riuscita a reagire e a spingere con maggiore decisione. All’inizio del terzo ho cominciato ad avvertire un certo affaticamento all’adduttore sinistro, che mi ha un po’ frenato sul servizio. Non c’è rammarico però per il risultato, non credo di avere nulla da rimproverarmi, devo solo fare i complimenti alla mia avversaria.” Il 2016 della trentina si chiude qui. “Con un bilancio sicuramente molto positivo” aggiunge la Chiesa, che questa settimana comincerà ad allenarsi all’Accademia dei fratelli Piccari ad Anzio, la stessa dell’altoatesina Karin Knapp. Nuova base logistica, dopo Rovereto.

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Redazione
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