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Giovanni Oradini alla scoperta dell'America

Scrivete pure: assente giustificato. Giovanni Oradini non sarà tra i protagonisti al Master del Grand Prix “Coop Trentino”, che prenderà il via sui campi del Ct Trento da lunedì 26 settembre. E’ volato oltre oceano, destinazione la Mississipi State University, nella piccola cittadina di Starkville. Qui prenderà contatto con la nuova realtà che lo aspetta tra qualche mese, insieme ad una borsa di studio per la facoltà di chinesiologia, scienza che studia il movimento umano. Anche Giò insomma ha trovato l’America, e la possibilità di studiare e allenarsi in uno dei migliori college degli States. Per coltivare un piccolo grande sogno, diventare un tennista professionista. Un’idea nata durante l’estate, un allenatore dell’Università, a caccia di talenti, lo ha visto giocare, lo ha seguito con attenzione in alcuni tornei, e si è convinto che il ragazzo ha qualità e temperamento. Doti per emergere. E così è arrivata la proposta. Imponeva una scelta di vita coraggiosa ma anche parecchio stimolante.
“Non è stata l’unica – rivela Giovanni – sono stato contattato pure da altre Università, New York, Virginia e Texas, ma quella del Mississipi era sicuramente l’offerta più allettante dal punto di vista economico. Mi hanno anche garantito la possibilità di disputare cinque tornei in America, completamente spesato. E durante la prossima estate potrò tornare a giocare in Europa. Non c’è stato bisogno di pensarci troppo.”
Diciannove anni appena compiuti, zazzera bionda e sguardo vivace, Giovanni Oradini è un ragazzo determinato e dalle idee chiare. Da qualche anno è un osservato speciale della Federazione, da Rovereto si è spostato a Vicenza sotto la guida del maestro Stefano Orso. Da quest’anno ha cominciato ad allenarsi con Francesco Borgo, insieme ad un altro diciottenne di belle speranze, Francesco Ferrari. E sui campi del Circolo è stato notato pure da un certo Pistolesi, da 5 anni rappresentante dei coach nel Player Council dell’Atp, già allenatore di Monica Seles, Robin Soderling, Simone Bolelli e Davide Sanguinetti. Il 48enne romano, ex numero 71 al mondo, ha aperto in Florida un centro d’allenamento, il “Claudio Pistolesi Enterprise”, in collaborazione con Brian Gottfried. Obiettivo assistere i ragazzi nei periodi di transizione in ambito tennistico e scolastico, e dare loro la possibilità di conoscere il mondo dei college e delle università americane. Ed è stato proprio lui a guidare Giovanni verso gli States
“E’ venuto a Vicenza e mi ha allenato per qualche giorno. Gli è piaciuto il mio tennis, il mio modo di giocare, così mi ha consigliato e incoraggiato nella scelta. Mi ha fatto capire che si tratta di un’esperienza molto importante. Inoltre si è offerto di seguirmi, una volta conclusa l’avventura americana.”
Studiare e giocare, il massimo per un ragazzo della tua età
“Sicuramente avrò la possibilità di imparare tanto, e perfezionare la conoscenza della lingua. La prima scelta però rimane il tennis. Questo percorso che mi farà crescere tanto come giocatore, oltre che come persona, mi darà la possibilità di maturare e diventare più responsabile. Sarà un’esperienza di sicuro bellissima e interessante, non semplice ma molto formativa, e mi permetterà di giocare tante partite ad alto livello.”
Un talento scritto nel dna, e non poteva essere diversamente. Il papà Piero è stato un ottimo giocatore e oggi è maestro al Ct Rovereto, il fratello Giacomo ha raggiunto il numero 704 delle classifiche Atp. Un altro esempio molto importante
“Io e Giacomo non ci vediamo molto ultimamente, ma ci sentiamo di frequente. Sono orgogliosissimo di avere un fratello come lui, è una persona che stimo molto e con la quale ho un ottimo rapporto. Mi dà parecchi consigli, mi aiuta quando ho qualche dubbio. Ogni tanto viene anche a vedermi, e grazie alla sua esperienza riesce sempre a darmi qualche dritta. Capita di rado, ma quando siamo entrambi a casa giochiamo spesso insieme.”
Che stagione è stata il 2016?
“Sono abbastanza soddisfatto di quello che sono riuscito a fare. Ho ottenuto buoni risultati a livello open e disputato buone partite nei tornei junior e Futures. Ho sperato di giocare le qualificazioni agli Us Open nel tabellone juniores, purtroppo sono rimasto fuori per due posizioni. L’unico vero rammarico è non essere riuscito a conquistare i primi punti Atp. Ci sono andato parecchio vicino, visto che mi sono qualificato ben otto volte per il main draw partendo dalle qualificazione e battendo avversari di buon livello. Purtroppo mi sono sempre fermato al primo turno. Diciamo che mi è mancata anche un po’ di fortuna, perché mi è capitato di affrontare il più delle volte una testa di serie. Spesso me la sono giocata alla pari, con Matteo Viola per esempio, che è numero 351, ho perso 64 al terzo, ma nei momenti importanti si è fatta sentire la differenza in fatto di esperienza, e di abitudine a gestire le partite. Va bene così, non devo avere fretta, i risultati arriveranno se avrò la costanza e la pazienza di continuare a lavorare.”
Quali sono le tue caratteristiche di gioco?
“Mi considero un giocatore aggressivo, d’attacco. I miei colpi migliori sono il servizio e il diritto ma quest’anno ho lavorato molto per migliorare i miei punti deboli. Mi piace giocare sulla terra, ma le mie caratteristiche si adattano bene anche al veloce. Trasmetto molta energia, sono sempre carico, però in campo riesco a stare abbastanza tranquillo e a non superare certo livelli.”
Pregi e difetti del tuo carattere
“La grinta e la determinazione sono i miei punti di forza. Sicuramente devo crescere dal punto fisico e devo imparare a gestire le emozioni. Alle volte avverto troppo la pressione del risultato.”
I tuoi programmi futuri?
“Al ritorno dall’America, andrò in Ucraina un paio di settimane e poi probabilmente in Sardegna a giocare qualche Itf. Da metà novembre comincerò a prepararmi, voglio farmi trovare pronto per quando dovrò competere nel college, da gennaio a maggio”
La domanda più scontata: c’è un sogno anche nel tuo cassetto?
“Beh, il più bello è quello di calpestare un giorno l’erba di Wimbledon da giocatore professionista. Sarebbe il massimo.”

Autore
Redazione
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