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Ata e Rovereto il giorno dopo la retrocessione

Un duro colpo per gli appassionati. La domenica nera di Ata e Rovereto ha cancellato la serie A1 dal panorama trentino, almeno per il 2016. Una doppia retrocessione in parte inattesa, ma accolta in ogni caso senza drammi dalle due formazioni. Il giorno dopo sia in casa atina che roveretana si guarda avanti con serenità. Magari con un pizzico di inevitabile delusione ma anche con qualche speranza per il futuro.
QUI ATA "Un po’ di amarezza per il risultato c’è – ammette il maestro Massimo La Brocca, capitano non giocatore dell’Ata – ma dall’altra deve confortarci il percorso di crescita dei nostri ragazzi, che è stato davvero significativo. Sotto tutti di vista, tecnico innanzitutto, ma anche umano. Dispiace non essere riusciti ad allungare il confronto con Vigevano al doppio di spareggio, Nicolò Zampoli e Gianluca Pecoraro ci sono andati davvero vicini, erano arrivati a condurre 64 31. Ma a loro come agli altri non posso rimproverare nulla, hanno giocato tutti con il cuore e i più giovani pure con grande personalità. Al di là della retrocessione per noi è stata comunque un’esperienza positiva, bella e insieme gratificante, anche perché abbiamo giocato almeno metà delle partite soltanto con i ragazzi del vivaio.” Con Bellotti e Grigelis a mezzo servizio per i noti guai fisici (strappo agli addominali il primo, problema al ginocchio per il rivano-viennese) probabilmente era difficile chiedere di più a questa squadra: “Sono convinto che se avessimo potuto giocare al completo sarebbe stata tutta un’altra storia. Ci è mancata pure un po’ di fortuna, in particolare nel girone eliminatorio; peccato perché siamo riusciti a lottare comunque sino all’ultimo.” Da dove si può ripartire? “Sicuramente dalla voglia di risalire subito. Affronteremo la A2 con questa stessa squadra, è un bel gruppo unito e molto affiatato, inoltre abbiamo un vivaio che continua a crescere in maniera promettente. E questo rappresenta il nostro vero punto di forza.”
QUI ROVERETO – “E’ stata una serie A1 un po’ strana – osserva Luca Stoppini, capitano-giocatore del Rovereto – di sicuro poco fortunata. Siamo finiti nel girone più duro, ci siamo ritrovato a pochi giorni dall’inizio del torneo senza Johannes Ager, il nostro numero uno, e pure nei play-out ci è girata male perché abbiamo pescato Bassano, l’avversario probabilmente più ostico. Abbiamo dato tutto quello che potevamo, e forse anche qualcosa di più, ma senza un giocatore professionista in formazione il compito era davvero arduo. Dispiace perché con Ager al 100% avremmo avuto sicuramente le carte in regola per salvarci.” Anche per Rovereto il bilancio non è del tutto negativo: “E’ stata comunque una bella esperienza, abbiamo lanciato qualche giovane e il palazzetto era sempre pieno. La A1 rappresentava una sorta di fiore all’occhiello per il nostro circolo, ma non l’obiettivo fondamentale. Quello resta il progetto Scuola Tennis. Accettiamo senza drammi il verdetto del campo e sicuramente la prossima stagione proveremo a tornare su. Con pochi investimenti, magari affiancando un giocatore di categoria ad Ager, che in questo momento rappresenta un piccolo rebus per via delle sue condizioni fisiche. Punteremo sui nostri giovani, a cominciare da Nicola Vidal. Quando è arrivato qui a Rovereto era 3.3, ora sta per passare 2.5. Un bel salto in avanti e una bella soddisfazione per la nostra scuola.

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Redazione
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