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Andrea Galler: doppio titolo iridato nei campionati giornalisti

Quattro medaglie, due d’oro e due d’argento, questo il lusinghiero bilancio della partecipazione italiana ai 38esima Campionati mondiali per giornalisti tennisti, disputati sui campi di Hergeg Nevi, in Montenegro. Una rappresentativa ridotta all’osso quella azzurra, formata da due soli giocatori, il trentino Andrea Galler e l’altoatesino Robert Scaggiante, davvero bravi in ogni caso a salire sempre sul podio nelle rispettive categorie. Galler, alla sua seconda presenza nella massima rassegna iridata, dopo quella di due anni fa a Piestany in Slovacchia, si è messo al collo le due medaglie di metallo pregiato, dominando con sicurezza la prova riservata agli over 45 e il doppio libero. Sciolto e deciso al tempo stesso, il tennista rotaliano ha liquidato nei quarti l’ungherese Szenczi 61 62, quindi ha tenuto a bada in semifinale il connazionale Nagyivani, sconfitto 62 64, e nella sfida decisiva per il titolo si è imposto per 63 62 sullo sloveno Bojan Glavic. Andrea ha poi bissato il successo in singolo aggiudicandosi il torneo di doppio libero in coppia con lo slovacco Marian Zima, trionfatore anche in singolo; i due hanno raggiunto agevolmente la finale e qui hanno avuto ragione dei russi Gurov-Davydov per 64 61.
Positiva anche la prestazione del brissinese Scaggiante che ha ceduto in finale nell’over 65 al polacco Silvester Sykora, 10-8 al super tiebreak. Sconfitta che ha seminato qualche inevitabile rimpianto visto l'andamento del match, l'altoatesino infatti dopo aver incamerato agevolmente il primo set 6-0, ha avuto a disposizione un match point nel secondo parziale. In coppia con l’austriaco Rudi Goesseringer, Scaggiante ha conquistato anche la finale del doppio , vinta 10-7 dallo slovacco Karpati e dal tedesco Meisl.

Successi a parte, il buon Andrea è stato anche protagonista di una curiosa e simpatica appendice: recatosi al Tennis Club per giocare le finali, ha trovato un gattino impaurito, abbandonato al proprio destino; ebbene lo ha raccolto e con l’aiuto di Giuliana Scaggiante lo ha rifoccilato e battezzato Boja. Concluso il torneo non ha avuto la forza di abbandonarlo e lo ha preso con sé, portandolo sino a Mezzolombardo. Insomma un’avventura a lieto fine.

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Redazione
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